Storia della macchina fotografica

In principio furono davvero tanti esperimenti, da Galileo a Girolamo Cardano, anche se l'antico antenato della macchine fotografiche viene, per consuetudine, associato alla cosiddetta Dagherrotipia (dal nome del suo scopritore Louis Jacques Mandè Daguerre), procedimento attraverso il quale per la prima volta si riuscì a fissare le immagini, utilizzando una lastra d'argento che posta a contatto con i vapori dello iodio, riusciva a produrre ioduro d'argento, molto sensibile alla luce.

Questa reazione chimica fu la base di continui perfezionamenti tecnici. Chiaramente sia la lastra di Daguerre sia le sue successive evoluzioni, furono soprattutto materia per gli addetti ai lavori, mentre per tutti gli altri semplici appassionati, la prima macchina fotografica fu semplicemente la scatola di legno con di fronte l'obiettivo e sul retro la pellicola. Da allora di passi in avanti, le macchine fotografiche né hanno fatti davvero tanti, soprattutto durante il XIX secolo quando le nuove scoperte sembrano configurarsi come una sorta di gara tra tecnici, che certamente beneficiarono delle contestuali scoperte nel settore chimico. Proprio in questo periodo tre innovazioni, in particolare, sarebbero andate a fare la storia della fotografia: il fissaggio delle immagini catturate sulla carta, la realizzazione primo flash (basato sull'utilizzo del magnesio) e nel 1880 la creazione della prima pellicola fotografica. Pochi anni dopo, nel 1888 Eastman lanciò sul mercato la prima fotocamera.

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. Il suo nome era KodaK. Agli albori del 1900, tutti gli elementi base delle macchine fotografiche, erano praticamente stati scoperti e la tecnica si indirizzò esclusivamente verso un continuo miglioramento che coincide con la trasformazione della macchina fotografica da strumento d'elitè in mano a pochi grandi professionisti a bene di uso comune, accessibile a tutti. Nel 1913 venne immessa sul mercato il primo modello Leica, nel 1935 fu poi la volta della reflex con pellicola 35 mm e nel 1948 fece la sua comparsa la prima polaroid. I grandi brand, che oggi sono i più noti competitor del settore, detteranno i tempi del mercato a partire dall'immediato dopoguerra: nel 1959 nasce la Nicon F, prodotta dalla Nippon Kogaku e nel 1981 sarà la volta della Mavica, macchina fotografica targata Sony che sostituisce la pellicola con un supporto magnetico.




Nel 1999 sarà poi la volta della Nikon Reflex D1, la prima macchina fotografica digitale. Praticamente l'avvento di un nuovo modo di fare e immagazzinare fotografie. La storia delle macchine fotografiche non è però finita. Un pubblico sempre più esigente chiede infatti ai principali competitor continui miglioramenti nelle performance ottenibili. Il futuro tenderà sempre di più alla perfezione.

 
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