Il principio alla base delle macchine fotografiche convenzionali affonda le sue radici in quella che è la stessa storia della fotografia: la luce dell'immagine catturata "impressiona" la pellicola, grazie all'innescarsi di alcune reazioni chimiche. Strutturalmente le macchine fotografiche convenzionali sono costituite da due blocchi: l'obiettivo e il corpo macchina. Il primo è formato da una serie di lenti sferiche collocate in un cilindro, il quale utilizza delle ghiere per l'apertura del diaframma e per la messa a fuoco. |
Gli obiettivi si dividono in: focale fissa (se la focale è al di sotto dei 35 mm), focale standard (se è compresa tra 35 e 55 mm) e teleobiettivo se supera i 55 mm. Il corpo macchina invece contiene tutti i dispositivi che permettono all'utilizzatore di gestire l'immagine: il mirino, per catturare l'immagine; il pentaprisma, che permette di riproporre l'immagine al mirino, così come è stata catturata dall'obiettivo; l'otturatore a lamelle metalliche o a tendina, che riceve input dal tasto di scatto e il circuito elettronico esposimetrico che equilibra il rapporto tra luce dell'obiettivo e sensibilità della pellicola utilizzata.
Nel corpo macchina inoltre si trovano tutti meccanismi che consentono di fare le fotografie come la leva per il riavvolgimento della pellicola o il tasto che gestisce la profondità del campo.
Con l'evoluzione tecnologica gran parte di queste funzioni sono gestite in modo automatico. Le macchine fotografiche convenzionali vengono suddivise in base al formato e all'uso.
Gli apparecchi con il più grande formato maggiormente diffusi sono il 9 X 12 e il 13 X 18, destinati ad un uso soprattutto professionale.
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La loro caratteristica sta nella facoltà di inclinare il portapellicole rispetto all'obiettivo, permettendo così di eliminare determinati effetti che spesso rappresentano un pugno nello stomaco ad una buona fotografia, come ad esempio le linee convergenti. Chiari i vantaggi: messa a fuoco precisa, possibilità di tenere sott'occhio la sfocatura dei piani dell'immagine e della nitidezza e di studiare con perfezione l'inquadratura. Gli apparecchi medi invece come il 6 X 6,6 X 4,5, sono destinati all'uso professionale e a quello amatoriale. Nella categoria "medio formato" rientrano due classi di macchine: a cassetta e a soffietto. Le prime possono essere ad uno o a due obiettivi e si caratterizzano per la presenze di dispositivo di inquadratura e di messa a fuoco reflex. |
Le seconde invece consentono la messa a fuoco e l'inquadratura attraverso una scala delle distanze ed un mirino. Ultima classe è quella della macchine fotografiche di piccolo formato, come ad esempio il 24 X 36 mm, ideali chiaramente per un uso di tipo amatoriale.